Progettare un’abitazione priva di barriere architettoniche significa guardare oltre la semplice assenza di gradini o l’adeguamento delle larghezze delle porte. Nelle ristrutturazioni residenziali contemporanee, l’accessibilità reale passa in modo determinante attraverso la progettazione dell’impianto elettrico e domotico. Per un architetto o un interior designer operante a Milano e in Lombardia, realizzare uno spazio abitativo realmente inclusivo richiede un’attenzione particolare alle esigenze di utenti anziani, con ridotta mobilità o con disabilità motorie e sensoriali. L’obiettivo principale è garantire autonomia, comfort e sicurezza quotidiana senza compromettere l’estetica degli ambienti.
1. Altezze e posizionamento ergonomico: prese, comandi e quadri
Il primo passo per garantire l’accessibilità dell’impianto elettrico riguarda le altezze di installazione e la raggiungibilità dei punti comando. Le raccomandazioni normative (come il D.M. 236/89 e le guide CEI di riferimento per l’usabilità degli ambienti) e la pratica di cantiere suggeriscono criteri ergonomici specifici per la disposizione dei frutti civili:
- Punti comando e interruttori: devono essere posizionati a un’altezza compresa tra i 70 cm e i 110 cm da terra (rispetto allo standard convenzionale di 110-120 cm). Questa quota consente un azionamento agevole sia da posizione seduta (persona su sedia a rotelle) sia da parte di persone anziane con ridotta mobilità degli arti superiori.
- Prese di corrente: la quota classica da battiscopa (30 cm) risulta spesso scomoda o irraggiungibile per chi ha difficoltà a piegarsi. Si raccomanda di posizionare le prese ad uso quotidiano a un’altezza compresa tra i 45 cm e i 60 cm da pavimento finito.
- Quadro elettrico generale: va posizionato a un’altezza d’asse di circa 110-120 cm da terra, garantendo che gli interruttori magnetotermici e differenziali siano facilmente visibili e riarmabili senza l’ausilio di scalette.
- Citofoni e videocitofoni: il display deve trovarsi a circa 120-125 cm di altezza, integrando modelli con angolo di visione ampio o telecamera orientabile per consentire la perfetta visibilità sia a chi sta in piedi sia a chi si trova su una carrozzina.
2. Gestione dell’illuminazione e percorsi luminosi sicuri
Nelle abitazioni destinate a persone anziane o con disabilità, una corretta illuminazione non ha solo valore d’arredo, ma è una fondamentale misura di prevenzione contro le cadute. In fase di progetto impiantistico è importante integrare:
- Sensori di presenza e movimento: utilissimi nei disimpegni, nei corridoi e nei bagni, dove l’accensione automatica della luce evita la ricerca al buio dell’interruttore.
- Segnapasso notturni a bassa quota: incassati lungo i percorsi di transito tra zona notte e bagno per garantire un orientamento visivo continuo senza abbagliare.
- Comandi ad ampio azionamento o touch: placche con tasti basculanti di grandi dimensioni, comandi a sforzo ridotto o pulsanti capacitivi retroilluminati, facili da individuare anche in condizioni di scarsa visibilità.
3. Automazione di oscuranti, serramenti e varchi
Azionare manualmente tapparelle pesanti, persiane o grandi vetrate scorrevoli rappresenta un ostacolo quotidiano per chi possiede ridotta forza muscolare o problemi articolari. La motorizzazione centralizzata o domotica diviene quindi un elemento essenziale per l’autonomia dell’utente:
- Motorizzazione tapparelle e tende: ogni serramento deve essere dotato di comando locale posizionato ad altezza ergonomica, integrato da un comando generale “Chiudi tutto” posizionato vicino all’ingresso.
- Automazione cancelli e porte d’ingresso: l’integrazione di serrature elettriche intelligenti e apriporta automatici consente l’accesso senza sforzo meccanico, gestibile sia tramite transponder/badge sia da remoto.
4. Il ruolo della domotica: comandi vocali, scenari e interfacce intuitive
La domotica evoluta (basata su bus di campo o soluzioni di smart home integrate) è il principale abilitatore di autonomia per la casa accessibile. Quando si progettano prese, comandi e domotica per anziani o persone con disabilità, la tecnologia deve risultare invisibile e semplice da utilizzare:
- Scenari semplificati: pulsanti dedicati ad azioni complesse (es. Scenario “Uscita” che spegne tutte le luci, abbassa le tapparelle, attiva l’allarme e regola la termoregolazione; oppure Scenario “Notte”).
- Integrazione con assistenti vocali: il controllo vocale permette di accendere luci, regolare la temperatura, aprire serramenti o rispondere al citofono senza alcun movimento fisico.
- Interfacce touch e app dedicate: tablet o display touch da parete con icone grandi, contrasto elevato e menu semplificati.
5. Sicurezza attiva, monitoraggio e segnalazione emergenze
Oltre all’autonomia nei movimenti quotidiani, l’impianto elettrico per una casa accessibile deve prevedere dispositivi di protezione e soccorso immediato:
- Pulsanti a tirante / SOS nei bagni e presso il letto: posizionati in punti strategici, azionano allarmi ottici/acustici locali e inviano notifiche push o chiamate d’emergenza ai familiari/caregiver.
- Sensori di sicurezza ambientale: rilevatori di fughe gas, allagamento e fumo interfacciati con elettrovalvole di blocco automatico.
- Gruppi di continuità (UPS) o soccorritori: fondamentali per garantire il funzionamento continuo di dispositivi elettromedicali, sollevatori o varchi motorizzati anche in caso di blackout della rete elettrica.
Conclusioni: La collaborazione tra progettista e installatore qualificato
Realizzare un impianto elettrico per una casa accessibile richiede una visione d’insieme capace di coniugare le tavole architettoniche con le specificità tecniche di cantiere. Il confronto preventivo tra il progettista e l’impresa installatrice evita errori sulle altezze dei punti luce, sulle predisposizioni nei cartongessi e sulle tracce necessarie all’integrazione dei moduli domotici.
Operating a Milano e provincia, L.B.L. di Bigatti Luca affianca architetti, interior designer e geometri nella stesura delle predisposizioni, nell’installazione a regola d’arte di apparecchiature dei principali marchi di settore e nel rilascio della Dichiarazione di Conformità (DiCo) ai sensi del D.M. 37/08.