La crescita di un’attività produttiva, l’introduzione di nuovi macchinari industriali, l’apertura di un nuovo reparto o la riorganizzazione degli spazi di un ufficio sono momenti cruciali per un’azienda. Tuttavia, l’espansione della capacità operativa comporta inevitabilmente una maggiore richiesta di energia e una ridefinizione della mappa dei carichi elettrici. In questi casi, un semplice intervento di “aggiunta” di prese o interruttori non è sufficiente e può risultare pericoloso per la stabilità dell’intera infrastruttura. Quando si affronta un ampliamento impianto elettrico aziendale, la prima domanda da porsi riguarda la necessità di redigere un nuovo progetto firmato da un professionista abilitato, per garantire la massima sicurezza, la conformità normativa e la continuità del ciclo produttivo senza costosi fermi macchina.
Il bilancio dei carichi e le nuove linee elettriche in azienda
L’errore più comune quando si installano nuove postazioni di lavoro o macchinari a forte assorbimento è collegarli alle linee esistenti senza aver prima verificato la portata complessiva dell’impianto. Ogni quadro elettrico e ogni dorsale di distribuzione sono dimensionati per un carico massimo specifico. Sovraccaricare una vecchia linea significa causare surriscaldamenti, scatti intempestivi degli interruttori magnetotermici e, nei casi più gravi, principi di incendio o danneggiamenti ai dispositivi elettronici aziendali.
Per integrare nuove linee elettriche in azienda in modo sicuro, è fondamentale eseguire un’analisi preventiva del bilancio dei carichi. Questo studio permette di calcolare la potenza contemporanea assorbita e di capire se la fornitura attuale sia sufficiente o se sia necessario richiedere un aumento di potenza al gestore della rete. Successivamente, si procede al dimensionamento e alla posa di nuove linee dedicate, partendo direttamente dal quadro generale, dotandole di protezioni adeguate e coordinate (interruttori differenziali e magnetotermici selettivi) per isolare l’eventuale guasto senza interrompere l’attività del resto dello stabilimento.
Obbligo di progetto: cosa stabilisce il DM 37/08?
Nel settore industriale e commerciale, i limiti legali che impongono l’obbligo di un progetto redatto da un ingegnere o professionista iscritto all’albo sono molto stringenti. Secondo il Decreto Ministeriale 37/08, il progetto è sempre obbligatorio per tutti gli impianti elettrici asserviti a unità immobiliari provviste di doppia alimentazione, per gli ambienti a maggior rischio in caso d’incendio (luoghi marci), per i locali adibiti ad uso medico e, in generale, per tutte le utenze con potenza impegnata superiore a 6 kW o con superficie calpestabile maggiore di 200 metri quadri.
Quando si realizza un ampliamento significativo, la normativa considera l’intervento alla stregua di una parziale trasformazione dell’impianto. Di conseguenza, se l’azienda rientra nei parametri sopra citati, la modifica non può essere eseguita “a braccio”, ma deve essere necessariamente pianificata tramite una variante di progetto o un nuovo progetto d’insieme, che integri la documentazione tecnica preesistente. Al termine dei lavori, l’impresa installatrice strutturata rilascerà la Dichiarazione di Conformità (DiCo) specifica per l’ampliamento realizzato, allegando i nuovi schemi dei quadri e la relazione dei materiali.
Continuità operativa e selettività delle protezioni
Per un’azienda, un blackout non pianificato si traduce in perdite economiche immediate. Durante la progettazione di un ampliamento, un partner tecnico esperto non si limita a calcolare la sezione dei cavi, ma studia la cosiddetta “selettività delle protezioni”. Questo concetto fa sì che, in caso di cortocircuito o sovraccarico sul nuovo macchinario o sulla nuova linea, intervenga esclusivamente l’interruttore immediatamente a monte del problema, lasciando perfettamente operative le altre aree dello stabilimento, gli uffici e i server aziendali.
Inoltre, l’occasione di un ampliamento permette di verificare l’efficienza dell’impianto di terra e dei sistemi di protezione contro le sovratensioni (SPD), fondamentali per proteggere le schede elettroniche dei nuovi macchinari industriali, spesso molto sensibili agli sbalzi di tensione della rete. L’integrazione di sistemi di monitoraggio dell’energia all’interno dei quadri elettrici modificati consente infine all’imprenditore di tenere sotto controllo i consumi e ottimizzare l’efficienza energetica dell’intero sito produttivo.
Affidarsi a una realtà strutturata e specializzata in commesse aziendali complete, e non a interventi artigianali frammentati, è l’unica garanzia per tutelare l’investimento economico, proteggere i propri lavoratori e mantenere l’azienda perfettamente in regola con i severi controlli degli enti ispettivi e delle assicurazioni.